La fantasia e la creatività non hannopiù limite con le stampanti 3D!

Ma a cosa serve, come funziona, quanto costa, ma soprattutto quali materiali vengono utilizzati?

Le stampanti 3D, riproducono nel mondo reale, qualsiasi modello in tre dimensioni: dai prototipi oggetti riprodotti in scala, fino a protesi mediche o addirittura armi.

La sua tecnologia, si è evoluta cosi velocemente negli ultimi anni, portando ad un abbattimento dei costi, tanto che con un piccolo investimento è possibile acquistare un dispositivo di questo tipo da tenere in casa oppure in ufficio. 

Le stampanti 3D, rappresentano l’evoluzione della tradizionale stampa 2D.

Sono, infatti, dispositivi in grado di realizzare modelli mediante un processo di produzione additiva. Più specificamente partendo da un oggetto disegnato tramite software e replicandolo con l’utilizzo di appositi materiali.

L’uomo ha la necessità di comunicare e diffondere il proprio messaggio, lasciandone una testimonianza tangibile e duratura. Per questo, dopo millenni di trasmissione esclusivamente orale o figurata, è venuta a manifestarsi l’esigenza di trovare metodi pratici ed efficaci, per riprodurre gli scritti in serie. 

Esistono diverse tipologie di stampanti 3D.

Quelle attualmente più diffuse, basano il loro funzionamento sul processo di produzione additiva. In maniera più specifica crando l’oggetto uno strato alla volta, partendo da quelli sottostanti e man mano sovrapponendoli fino a coprire l’intera altezza. In questo caso, il procedimento, può avvenire per sinterizzazione laser selettiva (o SLS, “selective laser sintering”), ovvero scaldando degli appositi materiali, solitamente polveri metalliche o sostanze termoplastiche, per poi sistemarle nella posizione corretta.

Questo tipo di macchinario, può infatti essere impiegato per la realizzazione di prototipi in modo rapido e poco costoso, consentendo ad ingegneri e designer di toccare con mano le loro creazioni.

Anche la medicina, sta guardando con maggiore interesse a queste tecnologie; si è già parlato più volte della possibilità di stampare protesi o addirittura interi organi. Attraversoricerche già avviate su riproduzione di tessuti e vasi sanguigni, si sta studiando l’impianto nei pazienti laddove le tecniche tradizionali non dovessero rivelarsi efficaci.

Per chi desidera acquistare una stampante 3D,  l’investimento è piuttosto contenuto. Senza citare un produttore piuttosto di un altro, basta una semplice ricerca online per scoprire che alcuni modelli possono essere acquistati anche a meno di 1.000 euro.

 La tipologia del materiale impiegato, dipende dal tipo di stampante a disposizione. Si tratta principalmente di sostanze termoplastiche (per la tecnica FDM) e fotopolimeri. Nella sinterizzazione laser, si usano invece spesso composti che hanno alla base un metallo, garantendo una resistenza più elevata del risultato finale.

Se hai un idea quindi: progettala, programmala, stampala.

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