Inventata da due romani, Filippo Moroni e Pietro Gabriele, sarà in vendita per 99 dollari e permetterà di creare solo piccoli oggetti. Ma molti particolari sono ancora top secret   «La stampa 3D ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui facciamo praticamente tutto». No, non l’ha detto uno studioso con la passione per le novità o un appassionato di tecnologia un po’ troppo preso dalle ultime scoperte, ma il presidente degli Stati Uniti in persona. E se anche Barack Obama, in un discorso davanti al Congresso, ha ritenuto opportuno affrontare l’argomento della stampa a tre dimensioni è facile immaginare come questa tecnologia rappresenti il prossimo futuro. Già negli ultimi tempi le stampanti 3D hanno cominciato a diffondersi e fra poco ogni persona potrà averne una, portatile ed economica, che sfrutterà le capacità degli smartphone. Si chiama Olo ed è italiana, creata da Filippo Moroni e Pietro Gabriele dello studio romano Solido3D. Un’invenzione prima nel suo genere che promette di dare a tutti per soli novantanove dollari la possibilità di stampare oggetti a proprio piacimento.

«Da quindici anni lavoriamo nel mondo della stampa digitale e della prototipazione rapida, ma l’idea per Olo ci è venuta quasi per caso qualche mese fa – raccontano Moroni e Gabriele che si trovano negli Stati Uniti per presentare la loro creazione – è la prima e unica stampante 3D per smartphone. Sfrutta le enormi potenzialità nascoste nei telefoni che ci portiamo in tasca ogni giorno ed è basata proprio sulle loro funzioni». Molti dei particolari della creazione sono ancora tenuti segreti, anche perché la progettazione ha richiesto mesi di duro lavoro. Quello che è certo è che Olo sarà collegata senza fili allo smartphone e sfrutterà fra le altre cose la luce emessa dallo schermo del telefono.

Una volta inviato il design, una resina chimica dalla composizione innovativa creerà l’articolo che poi impiegherà circa otto ore a formarsi. Usando questa tecnologia si potranno realizzare oggetti di dimensione massima 7,6 x 12,7 x 5 centimetri. «Noi vogliamo pensarla come la prima stampante social. Si potranno costruire degli oggetti come anelli e orecchini o piccoli pupazzetti con cui giocare. Il concetto di Olo è quello di stimolare la mente e la creatività di chi lo usa: ci piacerebbe che questo prodotto fosse per i nativi digitali quello che i Lego sono stati per la nostra generazione. Un invito a provare, a fare esperimenti e a inventare. Una prima spinta per avvicinarsi alla scienza» spiegano i due creatori. A fine ottobre comincerà una campagna di crowdfunding sul sito Kickstarter che mira a raggiungere ottantamila euro, ma dato il successo che la stampante ha ricevuto finora oltreoceano è facile immaginare che si arriverà a quel traguardo molto presto. Due grandi aziende del mondo dei giocattoli si sono già fatte avanti con gli inventori ed è probabile che Olo possa arrivare sugli scaffali dei negozi già a metà 2016.

Open source

«Il prezzo iniziale di novantanove dollari comprenderà anche una dose iniziale di resina per creare il primo oggetto. Poi si potrà acquistare altro liquido, così come succede con il normale inchiostro per le stampanti tradizionali». Inoltre sarà possibile scaricare un’applicazione che permetterà anche a chi non è esperto di fare dei disegni semplici da inviare alla macchina, compatibile con qualsiasi modello di smartphone da Android ad Apple. «La tecnologia di Olo sarà in open source e chiunque potrà contribuire a migliorarla. In America abbiamo trovato molte persone interessate che ci hanno permesso di dare un tono internazionale alla nostra scoperta e fatto capire l’importanza di marketing e condivisione che purtroppo in Italia è difficile da trovare – spiegano i due ideatori che alla prestigiosa fiera della scienza Maker Faire di New York hanno vinto un premio – con Olo si potrà inviare un file a un amico e questi senza sapere di cosa si tratta lo invierà in stampa. La mattina dopo aprendo la scatola troverà l’oggetto disegnato esclusivamente per lui». Fra regali personalizzabili e piccoli oggetti per varie necessità, le menti del futuro si cominceranno a formare su oggetti come Olo. Uno strumento perfetto per stimolare la creatività e avvicinare le persone comuni alle prossime invenzioni della tecnologia che ci aspetta.

fonte : corriereinnovazione

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